I Renzini, tosti da meritare un annullo postale!

E’ vero. Ha ereditato un marchio già noto. Ma sotto la sua direzione l’azienda ha perso il carattere familiare e ha diversificato la sua produzione. 

Si tratta di Dante Renzini alla guida dell’omonima realtà imprenditoriale http://www.renzini.it/ , che da poco ha compiuto i cento anni di attività. Per questa occasione l’11 febbraio scorso a Montecastelli umbro,  l’azienda salumiera ha ottenuto uno speciale annullo postale. L’iniziativa è servita anche a premiare i traguardi raggiunti dalla Cantina Albea in Puglia della stessa casa Renzini.

Dunque, una famiglia di tosti, come tiene a sottolineare il nipote di quel Dante che, appunto, nel 1912 www.comune.umbertide.pg.it/Altre-news/Cento-anni-per-la-Renzini-spa aprì la bottega di famiglia lungo la strada che conduceva alla Capitale.

“Quelli erano gli anni difficili che precedevano la prima guerra mondiale – fa sapere il discendente – e il piccolo negozio era un punto di riferimento per la comunità locale, adibito a norcineria, osteria e spaccio di alimentari, sale, tabacchi e chinino, come si leggeva sulle tabelle appese fuori”.

 A dare inizio alla tradizione furono proprio gli antenati dei Renzini contemporanei, che giravano per le case a preparare, per conto terzi, prosciutti, salami, salsicce ed altri salumi da consumare durante l’anno. Da allora, tra vicende alterne, ma sempre in continua crescita, la bottega è cresciuta. Passando dal bisnonno al figlio Attilio e quindi al nipote Dante e ai pronipoti Franco e Federico, si è arrivati alla quarta generazione di “mastri norcini”. Non a caso la Renzini è ormai nota in tutta l’Europa e in molti altri Paesi del mondo per i suoi prodotti di alta norcineria.
Ma il cavalier Dante Renzini, con intuito e lungimiranza ha saputo e voluto andare oltre, dedicandosi anche al settore enologico.

«Da quando, alcuni anni fa, ho rilevato la Cantina-Museo Albea ad Alberobello (Ba) – chiarisce –  sto rivolgendo ai vini le stesse attenzioni e l’identico impegno che da sempre adotto per i salumi». E gli sforzi sono ripagati dai numeri e dai successi riportati dalle etichette.

«Per citare solo le ultime soddisfazioni avute con i miei enoprodotti – aggiunge Dante – il 26 gennaio scorso, al Cotarella Day, presso il Westin Palace di Milano, i vini di Albea, accompagnati dai nostri salumi, sono stati tra i protagonisti del banco d’assaggio, guidato nel pomeriggio dai sommelier meneghini dell’AIS e della degustazione serale, riservata alle annate del 2001, più rappresentative d’Italia. Dal 26 al 29 dello stesso mese, Albea è stata presente a Roma, al Palazzo dei Congressi dell’EUR, a SensOFwine, evento organizzato da Luca Maroni per le oltre 300 realtà vinicole selezionate nella sua guida Le Migliori Cantine d’Italia. In questa occasione, al nostro LUI 2009 Igt Puglia Nero di Troia è stato assegnato, come l’anno scorso al LUI 2008, il premio del secondo miglior vino rosso d’Italia, con un punteggio di 96/100».

Ma i motivi di soddisfazione per Dante Renzini non finiscono qui. Dal 19 al 23 gennaio scorsi, la sua Cantina ha esposto i vini a marchio alla fiera Boston Wine Expo, in collaborazione con la Thompson International Marketing. Invece dal 30 gennaio al 2 febbraio passati, Albea si è trasferita a Perugia, alla Conferenza Internazionale sul Turismo del Vino, che è stata organizzata dal Movimento del Turismo del Vino Italia per più di 300 professionisti, tra tour operator, aziende, giornalisti, blogger e player dell’enoturismo, provenienti da quaranta Paesi, come: Argentina, Austria, Brasile, Croazia, Lettonia, India e Sud Africa. Nella presentazione, l’azienda enologica di Mastro Dante ha mostrato i suoi vini e i percorsi turistici per i wine-lover che vorranno visitare il Museo, la storica Cantina e i vigneti in Valle d’Itria.

E ora tanto per capirci, qualche numero. Con cento  dipendenti, l’anno trascorso, la Renzini ha fatturato 33milioni di euro, lavorando 700 quintali di carne suina la settimana e producendo, nella Cantina Albea, 550.000 bottiglie.  All’estero?  “Il prodotto italiano tira molto nel mondo, ma bisogna impegnarsi sempre – fa capire il titolare – a curarne la qualità. Al momento, il nostro marchio è ben posizionato in Germania e inizia ad essere conosciuto in Russia e in Giappone. In prospettiva, essendo già presenti, vorremmo farci conoscere meglio in Cina”.

Qual è il segreto del suo successo? “Da sempre sostengo – replica – che per far carriera siano indispensabili tre must: arrotolarsi le maniche e quindi darsi da fare, buttare via l’orologio per non darsi limiti orari, lavorare per il bene dell’azienda come se fosse il proprio. Inoltre sono convinto che la peggiore condanna per un lavoratore sia quella di restare con le mani in mano.  Io, per esempio, non ho mai disdegnato di lavorare anche nei giorni di festa”.

Quanto si sente tosto, visto che ha ereditato un’azienda già ben posizionata?  “Beh – sorride – sì, mi ritengo tanto tosto anche perché ci vuole orgoglio nella professione. E poi sono tosto in quanto dico sempre quello che penso, risultando scomodo.  Comunque, noi, tipi tosti, non dobbiamo avere paura di niente o temere i confronti, anche con chi potrebbe saperne di più. Il fatto di essere nato in una casa di salumieri da un lato mi ha agevolato introducendomi in questo mestiere, ma dall’ altro mi ha obbligato a seguire le regole di famiglia, soprattutto riguardo al riposo che non veniva osservato già ai tempi di mio nonno e poi di mio padre. Io stesso, da ragazzo, la domenica e nei giorni di festa, vendevo la porchetta al bordo della strada principale del mio piccolo comune, mentre gli altri se ne andavano in vacanza. E poi mi sento tosto perché l’azienda Renzini era esclusivamente a carattere familiare e si è allargata, assumendo dipendenti, soltanto con la mia conduzione”.

Progetti per il futuro? “Guardi – dice Dante – in genere preferisco seguire l’andamento del mercato e adeguarmi alle richieste dei consumatori. Per questo motivo, prevedo, nell’ immediato, una nostra specializzazione nel preconfezionato che è un trend in espansione, non alla portata di tutti, in particolare delle piccole aziende artigianali, a causa dell’impegno e degli investimenti economici necessari. Per il resto, dal momento che la Renzini significa non solo salumi, ma anche vino e olio, non mettiamo limiti ad eventuali ampliamenti. E’ nel nostro DNA voler crescere. Secondo me, proprio nei momenti di crisi, come quello attuale, si riconosce il cavallo vincente”.

                                                                                                                           Cinzia Ficco

Claudia: “Entro l’anno prossimo un ecovillaggio in Puglia!”

Dal nove gennaio scorso è in Messico. Ma promette di tornare nella sua terra, la Puglia, tra breve. Sì, perché è nella Valle d’Itria che Claudia Cippone, classe ‘88, barese, un diploma di maturità linguistica, vuole realizzare il suo sogno.

Di cosa si tratta? Di un ecovillaggio. I lavori dovrebbero iniziare tra la fine di quest’anno e l’inizio del prossimo. Sul suo progetto Claudia ha le idee chiare. Ma non si sbottona molto.

Ora, come si è detto, si trova a Playa del Carmen per vedere come sono stati realizzati altri eco villaggi.

“L’idea – spiega – è venuta a me e ad altri che sentono forte il bisogno di vivere a contatto con la natura, vivendo della frutta e della verdura coltivate nel proprio orto. Un sogno, che spero di realizzare entro il prossimo anno. Ho intenzione di spostarmi per visitare alcuni eco-villaggi presenti in Messico e anche nel resto del sud America. Tornerò in Puglia non appena avrò terminato questa mia esperienza. Non credo sia giusto andare via per sempre. Bisogna partire, viaggiare per poi portare nella propria terra l’esperienza vissuta. So che in Argentina c’è un eco villaggio molto grande, che vedrò a marzo prossimo”.

Ma cos’è un eco-villaggio? “Semplice – replica –  una struttura in cui offrire un nuovo modo di vivere, riducendo i consumi e basandoci sull’autosufficienza, oltreché sulla solidarietà. Un eco villaggio è agricoltura, artigianato, ospitalità, organizzazione di corsi e seminari, lavoro inteso come creatività, preparazione  a turno dei pasti, amministrazione manutenzione o auto-costruzione dei locali,  attività sociali, educazione dei bimbi insieme e in sintonia con la natura. Spero, ripeto,  di poterne realizzare uno nella terra in cui sono nata e mi auguro che le istituzioni non mettano i bastoni fra le ruote. Sono fiduciosa”.

E anche tosta, visto che Claudia non ha scelto di mollare il suo Paese.

In bocca al lupo, Claudia!

                                                                                                                            Cinzia Ficco