Rosa, giornalista: “Gli occhi mi tradiscono? Vado avanti”

Ricevo e volentieri pubblico questa lettera.

A scriverla è stata Rosa Mauro, una giornalista molto tosta. Leggetela e scoprirete le ragioni.

“Sono nata un bel giorno di Ottobre, verso l’ora di pranzo. In un anno imprecisato. Il mio primo ricordo della mia vocazione è di quando avevo otto mesi: vidi il mare, e andai verso di lui, volevo accertarmi bene di cosa fosse.  Era la prima vocazione di una “giornalista di strada” come amo definirmi. Nessuno deve raccontarmi come stanno le cose. Se posso devo essere io ad accertarlo!  Continue reading

Vilasi: “Spie e codici segreti anche nella mia famiglia!”

Quattro bambini, di cui l’ultimo di due anni, responsabile di molte sue notti in bianco e ritmi di lavoro spesso massacranti, a cui non può rinunciare per motivi di famiglia.

Antonella Colonna Vilasi, nata a Civita Castellana e residente a Roma, è davvero una tipa tosta. Tra le mura domestiche una mamma attenta alle esigenze dei suoi figli. Fuori di casa, una donna parecchio determinata, che ha scelto un lavoro per tradizione “maschile”.

E’ docente di intelligence in Svizzera e come esperta di sicurezza tiene conferenze e lezioni in varie agenzie ed università (Tirana, Parigi, Madrid, Londra, New York, Malta, Atene, Bucarest, Il Cairo, Beyrut). Non è tutto. Antonella Vilasi è stata una pioniera in altre attività. Come scrittrice è stata la prima a livello europeo ad aver pubblicato una trilogia sui temi dei servizi segreti ed è l’unica italiana a scrivere spy stories. In più tante sono le riviste specializzate, che richiedono i suoi contributi. Come giornalista collabora a Panorama.it e Libero.it.

Insomma, una vita piena, che inizia alle prime ore dell’alba e si conclude anche di notte. Soprattutto, quando deve concludere dei libri. Negli ultimi tempi è successo spesso. Domani esce il romanzo dal titolo “Un eroe italiano”, edito da Neftasia. Una spy story, che narra di un brillante cadetto di nome Luigi Durand de la Penne, il quale, in una spirale di seduzioni, gelosie e spionaggio, condurrà all’alba del 19 dicembre 1941 l’attacco contro le navi inglesi nel porto di Alessandria d’Egitto.

A Marzo scorso la giornalista ha pubblicato “Mafie – Origini e sviluppo del fenomeno mafioso”, edito da Dissensi, che ha la premessa di Giuseppe Ayala ed un intervento di Salvo Vitale, l’amico fedele e compagno di battaglie di Peppino Impastato. Un saggio che approfondisce il rapporto tra il meridionalismo e l’origine del fenomeno mafioso, in cui si distinguono le varie forme mafiose, quindi le strutture e le ideologie alla base della mafia. Nel testo c’è anche la descrizione del Codice Lo Piccolo, il decalogo del perfetto mafioso e si possono trovare le toccanti interviste alle vittime di mafia. Un paragrafo è dedicato al “rinnovamento strategico” della mafia. Nel testo l’autrice descrive anche il concetto di onore e spiega perché tanta importanza ha per molti capi mafia la Bibbia. Il paragrafo 4.5 è, per esempio, dedicato ai simboli e alle allegorie religiose tra i picciotti.

L’anno scorso, di Vilasi, invece, è uscito Manuale d’intelligence, edito dalla reggina Città del Sole. E’ il primo manuale di intelligence al femminile. Un testo, che analizza le finalità dell’Intelligence nelle moderne democrazie occidentali. Tratta il processo e la selezione delle informazioni utili al decisore finale. L’introduzione è a cura di Stefano Folli, e la prefazione è del Direttore dei Servizi Esterni Francesi (DGSE). Un’intervista all’ex Direttore dell’Ufficio Analisi dell’AISI completa l’opera.

“È opinione largamente condivisa che i servizi d’intelligence siano sinonimo di mistero, operazioni oscure messe in pratica dai potenti del mondo – spiega Vilasi – che, come in un teatrino dei burattini, muovono i fili per manipolare le sorti del mondo. Sono richiamati alla memoria periodi politicamente bui della recente storia italiana durante i quali la raccolta d’informazioni e ciò che viene comunemente chiamato spionaggio erano utilizzati a fini politici. Eppure, in una società multiculturale e multietnica come quella odierna,  i servizi segreti sono indispensabili per prevenire qualsiasi forma di terrorismo.

La sicurezza dello Stato è indispensabile soprattutto negli anni Duemila, in cui le nuove forme di terrorismo espongono il mondo a nuovi rischi e pericoli”.

Ma dietro il lavoro dei servizi d’intelligence cosa c’è? “C’è un mondo complesso – replica – un volume indefinito d’informazioni da raccogliere, analizzare e selezionare. Fare a meno dell’intelligence non si può, in un mondo in cui persino gli Stati faticano a sopravvivere alle nuove minacce che li incalzano. Prima di tutto bisogna tornare alla definizione, non sempre scontata, del termine inglese “intelligence” che, tradotto letteralmente in italiano, significa “intelligenza” nell’accezione di raccolta d’informazioni utili, o “spionaggio” espressione, che, però, induce a pensare a una funzione illegale o immorale dei servizi segreti, oltre che a imprese stile James Bond. In un mondo come quello odierno, globalizzato, multiculturale, multietnico e in continua evoluzione gli Stati si trovano ad affrontare sempre nuove minacce: alla sicurezza del territorio, alla stabilità dello Stato, agli interessi nazionali. E anche il modo di perseguire la sicurezza è cambiato. L’analisi d’intelligence inizia con i dati, ma è finalizzata a formulare previsioni. L’intelligence, insomma, è funzionale all’attività di previsione che, a sua volta, è preliminare all’attività di pianificazione. Anzi, si può sostenere che non si ha intelligence senza previsione, e previsione senza intelligence”.

Quali sono le nuove frontiere dell’intelligence? “Il panorama economico, politico, sociale culturale del mondo, dopo il 1989 con la caduta del muro di Berlino – chiarisce – è completamente mutato con un conseguente rimodellamento delle attività dell’intelligence. Il bipolarismo, che vedeva la contrapposizione delle due super potenze Urss e Usa, ha lasciato spazio al multipolarismo con l’avanzata sulla scena di nuovi Stati, che fino ad allora avevano orbitato intorno a uno dei due protagonisti. A ciò si sono aggiunte nuove tensioni etniche e razziali, che hanno alimentato ideologie terroristiche e d’odio verso l’Occidente, sfociate nell’attacco alle Torri Gemelle del 2001”.

Ma l’intelligence non ha saputo o voluto prevedere quell’ attacco? “L’onniscienza e la chiaroveggenza – fa capire Vilasi- sono doti che non possiamo richiedere ai governanti. Né possiamo auspicare una conoscenza ed un controllo dei cittadini delle odierne nazioni democratiche. Possiamo, però, avvalerci di un ottimo strumento in nostro possesso, l’intelligence, l’unico in grado di delineare le linee guida del mondo che verrà, sebbene con possibilità di chiaroveggenza decisamente limitate e probabilmente fallibili”.

E a proposito di chiaroveggenza, come vedere il futuro dell’Europa? Senza sbottonarsi tanto, la scrittrice sostiene che si potrà verificare un’implosione, se i singoli Stati non rinunceranno alla loro sovranità. Aggiunge che molti progetti dell’Europa unita non si sono ancora raggiunti, a causa dei nazionalismi. Come quello di un esercito unico.

Ma l’intelligence nel mondo è ancora maschile? “No – replica l’esperta- il direttore generale dei servizi segreti svizzeri è una donna. I servizi segreti britannici hanno avuto due donne alla direzione generale. In Italia qualcosa è cambiato quando Vittorio Stelo, ex direttore Sisde, nominò qualche anno fa come suo vice una donna. In Europa l’intelligence non è più appannaggio degli uomini. E l’intelligence rosa è svolta in modo diverso. Più completo. Perché noi donne abbiamo un sesto senso, che gli uomini non hanno”.

Dica la verità l’intuito alla James Bond, che afferma di avere, lo usa anche in famiglia e come? “Beh, sì – confessa – quando devo cercare di decifrare il sorriso o il pianto dei miei figli. Ma allora forse è l’intuito di mamma, che scatta. E le assicuro che funziona. Comunque, mi piace trasmettere ai miei figli curiosità, capacità di analisi, osservazione, previsione. Qualità che spesso sono innate, ma vanno affinate ”.

                                                                                                                            Cinzia Ficco

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“La vita è dura? Ho sempre i miei figli, gli amici e gli… Aristogatti”

E’ separata, ha due figli da mantenere, eppure continua a regalare sogni. Soprattutto, ai bimbi.

Parliamo di Cinzia Tocci, romana, 41 anni e mezzo, che ha fondato una casa editrice, di cui è presidente.

Studi umanistici alle spalle, tanto volontariato e la fortuna di incontrare quelle che chiama stelle polari.  “Solo così –  dice – non solo cerco di regalare sogni, ma incoraggio chi ha un desiderio nascosto in un cassetto, a realizzarlo. Come è successo con Tania Della Bella, l’autrice di Io non ho paura del buio”.

Ma non c’è solo questo aspetto. Cinzia è spesso impegnata in iniziative di beneficenza. L’ultima quella del Natale 2010, quando, con l’aiuto di Fulvio Rogolino, portò in omaggio libri a bambini ricoverati in alcuni ospedali.  “E questo – aggiunge – grazie alla rete di amici che ho. E’ fondamentale incrociare le persone giuste nella vita.  Sono loro che mi hanno permesso di portare la casa editrice verso vette sempre più alte. E’ recente la nascita della srl, che prende il posto della ditta individuale. E buona parte del merito va a Federica Barbarossa, mia socia e da poco vicepresidente della società. Perché, se c’è una cosa universalmente vera, è che da soli si possono anche fare le cose, ma insieme, in team, è bello e meglio. Questo è uno dei valori che cerco di trasmettere ai miei figli, che spesso coinvolgo in iniziative di solidarietà per i più deboli”.

Dunque, Cinzia, non ha mai mollato. E’ vero, ha incontrato tante persone che l’hanno aiutata, ma il peso di una famiglia spezzata se l’è portato dentro di sé. Come ha fatto a resistere?

Se parlo della separazione dovrei entrare in dettagli molto privati. Dico solo una cosa: ho cercato sempre di evitare che le incomprensioni tra adulti avessero gravi ripercussioni sui bambini. A volte mi sono illusa o ci siamo illusi che tornare a vivere insieme potesse essere la soluzione meno pesante. Oggi, dopo vari tentativi, posso affermare che nel mio caso è stato meglio essersi separati. Meglio due genitori separati ma sereni, che due apparentemente uniti sotto lo stesso tetto di una casa, dove l’atmosfera è pesante e litigiosa. Nel tempo siamo arrivati ad un rapporto civile e questo è ciò che conta. Siamo più o meno sereni, perché il vuoto che uno ha lasciato dentro rimane sempre lì.

Le maggiori difficoltà?

Le ho avute nel periodo in cui si stava maturando la decisione della separazione, mentre continuavamo a vivere sotto lo stesso tetto. Ma per fortuna c’erano i nonni, radici di saggezza e disponibilità certe.

 Cosa l’ha aiutata a non mollare?

C’è una frase che mi canto spesso: “I sogni sono desideri chiusi in fondo al cuor… se credi fermamente un giorno realtà diverran”. Mi aiuto da sola, cercando la forza in me stessa e quando la forza finisce mi viene in soccorso Federica. Tanto che ci hanno definite “gemelle cerebrali”. E aggiungerei anche di cuore, per la grande sensibilità che ci contraddistingue.

Com’è far crescere due figli senza un marito? E, soprattutto, come si organizza con il suo lavoro e i bambini? 

 Eh, bella domanda. Per me è normale così, i loro impegni tra scuola, sport e giochi sono anche i miei. Io, ovvio, non ho tempo per lo sport, per me stessa, ma forse questa è più una scusa, perché tutti sanno che sono pigra da questo punto di vista. Anche se adoro ballare e un bel corso di balli latino-americani lo farei, come anche di teatro. Frequentando le altre famiglie unite e al gran completo, mi rendo conto di quanto possa essere diverso in due. In caso di necessità i nonni offrono, comunque, un grande aiuto.  Faccio la maggior parte delle cose da sola.

Come?

Pianificazione e Organizzazione. Aggiungo che il padre dei miei figli, quando può, é sempre presente per loro. E anche questo non è poco.

Da alcuni anni ha una casa editrice. Prima di cosa si occupava ? E quali erano i suoi sogni?

Volevo fare la professoressa di liceo, linguistico ovviamente, di inglese, francese o spagnolo, non importava. Nel corso di studi universitari ho iniziato a lavorare per congressi, convegni, eventi. E, apriti cielo!

Cioè?

Forse per la necessità di un lavoro certo che mi consentisse di pagare prima l’affitto, poi il mutuo, ho finito per fare tutt’altro che la professoressa. Ogni tanto do lezioni private di inglese. Vengo dal mondo del petrolifero, poi delle tlc, passando per il bancario e il gaming, grandi aziende, alcuni start up come BLU (finito a spezzatino), Ipse. Il fattore comune di tutte queste esperienze? Customer Care, CRM, Contact Center. Caspita, tutte C! Mi fermo qui allora. Tutte belle esperienze a partire dal quella in TIM. Ognuna con grandi soddisfazioni personali e di arricchimento professionale.

Come è arrivata alle fiabe? 

Un giorno all’improvviso persi mio padre per la superficialità di alcuni. Da quel momento smisi di dormire per tutta la notte. Mi svegliavo sempre ad una certa ora e iniziavo a scrivere al computer. Fu così che nacquero le prime favole. Mi dicevo: Che ci faccio? Cerco un editore? Ma figurati chissà quanto mi chiedono per pubblicarle. E se studio il mondo dell’editoria? Detto fatto. Fu così che il 4 aprile del 2008, ricordo ancora che erano le 16, nacque la casa editrice C’era una volta di Tocci Cinzia con il marchio EDIZIONI C’ERA UNA VOLTA e il sito, ancora attuale www.cera1volta.it.  Pianificazione, Organizzazione. Creai la squadra, tutti entusiasti di questa nuova avventura. La soddisfazione più grande veniva dal rapporto che si instaurava con i clienti stessi. Questo anche perché il modello con cui era nata la casa editrice era, e non poteva essere diversamente, differente da quello standard.

In che senso?

Ogni libro stampato era unico e personalizzato con il bambino e il suo mondo all’interno delle favole. In questo modo il mondo reale si fondeva con quello fantastico di C’era una volta e ne veniva un’opera davvero unica, con codice e certificato di esclusività, perché in fondo ognuno è unico in sé. Nell’ottobre del 2011 la svolta verso i lettori “più grandi” con il romanzo “IO NON HO PAURA DEL BUIO di Tania Della Bella, che dà voce a chi voce non ha: gli animali. A marzo del 2012 uscirà il secondo romanzo della stessa collana, del neo acquisto della squadra Paolo Volpi, che all’interno della casa editrice si occupa anche di Editing ed è Responsabile della Collana dei Poeti Contemporanei.

Tante iniziative in programma. Ha anche studiato il modo per diversificare la sua offerta!

Sì. Con il primo romanzo di Paolo Volpi daremo voce ad una  tematica sociale importante. Editore, Autori e Lettori insieme sempre per fare la differenza. Non solo, i libri a marchio EDIZIONI C’ERA UNA VOLTA vengono spesso abbinati a progetti di solidarietà. Il primo tra tutti ACCENDI UNA STELLA, che ho scritto a quattro mani con Federica Guina, abbinato al progetto “Accendi una stella in corsia”, che ha portato il libro in dono, nel periodo di Natale di due anni fa, ai bambini negli ospedali, dove operavano i volontari della Clownterapia di Roma e Torino. Questo approccio deriva anche da uno  splendido viaggio parallelo nel mondo della solidarietà con una associazione senza scopo di lucro, che si chiama L’Equipe del Cuore,  di cui sono il Segretario Nazionale.

Cos’ altro distingue la sua casa editrice?

Nel classico modello editoriale spesso viene chiesto l’acquisto di copie da parte dell’autore. E questo permette all’editore di rientrare di alcuni costi. Tuttavia, se poi l’autore non vende molto, rimane male. Noi crediamo che gli Autori debbano fare gli Autori e l’Editore debba fare l’Editore. Anche per questo selezioniamo accuratamente chi entra a far parte della squadra. A volte si arriva a non trovare le copie, neanche chiedendole all’editore. Un vero peccato per tutti. Noi ci siamo attrezzati.

Come?

Abbiamo ridisegnato la catena del valore secondo il nostro modello editoriale, che non prevede la richiesta di alcun contributo da parte degli autori e nello stesso tempo garantisce che le opere siano sempre ordinabili e mai in esaurimento. Per noi di EDIZIONI C’ERA UNA VOLTA, piccola e giovane casa editrice, le opere vanno valorizzate, appunto come patrimonio dell’umanità, e a nulla serve aggiungere un titolo a tanti altri solo per farlo vendere per qualche mese e poi magari non trovarlo più da nessuna parte. Inoltre, la Casa Editrice si avvale di esperti di settore, che operano come Partner per le realizzazioni grafiche e le illustrazioni, la stesura dei testi, la produzione tipografica e di un Comitato Scientifico, composto da professionisti operanti negli ambiti psicologico, pedagogico e medico, che offrono un prezioso contributo critico e analitico nella redazione dei libri. Ancora. Le opere edite da EDIZIONI C’ERA UNA VOLTA, d’accordo con l’Autore, vengono anche tradotte almeno in inglese e rese disponibili anche in formato e-book.

Altri progetti nell’immediato futuro?

Stiamo già lavorando alla presentazione che avverrà a Roma del libro di Volpi. Poi, un grande evento per fine maggio, che si intitolerà: “Amare gli animali è una scelta, rispettarli è un dovere – Io non ho paura del buio di Tania della Bella”- con relatori illustri. In questa iniziativa se ne inserisce un’altra, che coinvolgerà alunni delle scuole medie. Per questo abbiamo già il patrocinio del XX Municipio di Roma Capitale. Ma non posso mica svelare tutto ora!

Quanto rende pubblicare libri?

Glielo dirò tra qualche anno.

Quante ore ogni giorno lavora?

 Diciamo che dormo in media cinque ore, il resto va da sé. E ho anche una collaborazione con una radio su temi sociali, uno o due mercoledì sera al mese per Radio L’isola che non c’è Associazione Culturale, che trasmette sulla frequenza FM 91.300 di Cotrone e provincia e per tutti sul web: www.radiolisolachenonce.com. La scorsa puntata è stata dedicata alla diffusione della cultura del primo soccorso. La prossima sarà su “FIGLI NEGATI” con Giorgio Ceccarelli.

Quando torna tardi a casa la sera come si fa perdonare dai suoi bimbi?

Me li “compro” con tanti baci e coccole. Loro ci stanno e sono felici.

Qual è il libro che ha pubblicato, a cui é più affezionata?

Sono affezionata a tutti in egual misura e tanto, perché ognuno ha in sé un bel lavoro di squadra e tanti ricordi diversi.

La fiaba  classica e quindi il personaggio, a cui é più legata?

Mah, le dirò, questa storia del principe azzurro, se ci ripenso, mi sembra un grande inganno. Mentre sono legata agli Aristogatti, perché è stata la prima volta che sono andata al cinema con mia madre. Lo ricordo come se fosse ieri. Poi Romeo è Romeo… er gatto più fico del Colosseo!

Per i suoi figli lei è?

Per i miei figli sono la mamma più bella del mondo. Ma forse quando mi guardano pensano a Nemo, un personaggio  sfigato. O Bambi. Non ne parliamo, che mi metto a piangere Oh, qui tocca scrivere una favola con una mamma viva, vegeta e bella!

Si inventi l’incipit di una fiaba, quella della sua vita!

C’era una volta, ma quella è certamente una bella favola. Il mio futuro so che mi attende lì davanti a me e che la strada che sto percorrendo mi ci sta portando.

Quanto si sente tosta da uno a dieci? 

Mi descrivono tosta. Mi sono scoperta tosta anche dieci in diverse occasioni. Per esempio, quando è morto mio padre e con mia madre sconvolta e mio fratello incredulo più di me, ho dovuto gestire un po’ tutto da sola. Credo che nella vita serva essere “tosti” nel senso di essere forti, determinati, efficienti, non farsi mettere i piedi in testa facilmente e non arrendersi mai. Soprattutto, se credi in qualcosa o in un valore, perché la vita di per sé ti pone sempre qualche difficoltà e non serve a nulla deprimersi o stare li ad aspettare che le cose si risolvano, come insegna “Chi ha spostato il mio formaggio” di Spencer Johnson e come tutti i giorni testimoniano mamme eccezionali, che non si danno mai per vinte e sono sempre col sorriso anche nei momenti più bui. Penso a Luisa di Lillo, Maria Sofia di Maryse e Jessica di Silvia. Per citare solo persone che conosco direttamente, ma sa quante ce ne sono? Al sud ” si tost’ ” pare che lo usino per dire che sei una bellissima ragazza. Mah, non saprei, dicono di me anche che sono una bellissima persona. Intanto, vi lascio qualche contatto… per rimanere in contatto…. ciao a tutti
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                                                                                                                            Cinzia Ficco