Marco e i Mastri Birrai Umbri

Marco, 33 anni e il progetto Mastri Birrai Umbri.

Il tipo tosto questa volta è il discendente della nota famiglia Farchioni, alla guida dell’omonimo Gruppo alimentare di Giano dell’Umbria, nel Perugino, che più di quindici anni fa ha provato a far prendere una strada nuova all’azienda dei suoi. Ha avuto fiuto. E gli è andata bene. www.mastribirraiumbri.it  Continue reading

Terremoto, la Vecchia Orsa non andrà in … letargo!

“Continueremo a lavorare e a coinvolgere ragazzi disabili. Costruiremo un nuovo birrificio e andremo avanti, se possibile, con maggiore entusiasmo. Il terremoto non ci piegherà”.

Parola di Michele Clementel, nato a Padova nel ’57, veterinario che, con sua moglie Roberta, nata a Bologna nel ’55, biologa, non ha proprio intenzione di arrendersi al sisma che ha colpito l’Emilia Romagna. La sua Vecchia Orsa, il birrificio di Crevalcore (Bo) non andrà in letargo. E la cooperativa sociale Fattoriabilità www.fattoriabilita.it con i suoi diciassette soci, non chiuderà.

E questo, nonostante i danni subiti, che hanno reso inagibile la stalla – magazzino, antistante il birrificio. “Abbiamo dovuto evacuare il magazzino – dice Michele – dove stocchiamo le bottiglie, al primo piano dello stabile, in cui produciamo. Attualmente abbiamo fermato la produzione, perché non ci sembra il caso di rischiare, visto il continuo sciame sismico. In totale, volendo quantificare, perderemo tra i 40 e i 50 mila euro che avremmo guadagnato, continuando a produrre e vendere le nostre birre nei quattro cinque mesi, in cui pensiamo di rimanere fermi. Ma, come le ho anticipato, andremo avanti. Pensiamo di trasferire la sede produttiva nel vicino Comune di Persiceto, dove puntiamo a potenziare la produzione con un impianto nuovo e un capannone, già individuato, più grande e funzionale”.

Ma per fare questo, cosa vi occorre? “Per sostenere questi mesi di preparazione – replica –  oltre a vendere ai privati le circa 4mila bottiglie rimaste, stiamo valutando l’ipotesi di fare una birra nuova, dedicata a quello che ci è successo, in un birrificio amico, in grado di ospitarci. Non vogliamo mollare. Anzi, questa tragedia ci spinge a continuare con maggiore forza e a non seppellire il nostro progetto. Che è stato sempre quello di contribuire a far vivere in modo dignitoso questo territorio, con l’aiuto e il lavoro di parecchi ragazzi”.

Il segreto di tanto coraggio? “Beh – sorride Michele – siamo per natura ottimisti. Quando si cade, ci si rialza. Ogni giorno viviamo scosse, che non sono solo quelle del terremoto. Di certo non saranno queste a fermarci”. E poi c’è un fatto.  I Clementel sono troppo legati al loro birrificio. Nato per gioco.

“Sì – specifica – abbiamo iniziato tra la fine del 2007 e gli inizi del 2008, grazie all’aiuto di due produttori di birra in casa,  Enrico e Roberto. Quest’ultimo è un educatore professionale, che ci dà una mano con i ragazzi svantaggiati. Insieme, un giorno abbiamo deciso di provare. E quindi di creare un laboratorio artigianale, in cui fare inserimento lavorativo di disabili, promuovere un consumo critico di alcool e offrire prodotti di qualità”. 

Il birrificio, che agli inizi ha ottenuto finanziamenti a fondo perduto dalla fondazione Cassa di Risparmio Bologna e dalla Fondazione del Monte, si trova in via degli Orsi 692, è stato realizzato in una casa colonica. E può produrre fino a 160 litri a ciclo. Quattro sono gli stipendiati.

Che tipo di birra produce la Vecchia Orsa? “Produciamo birre ad alta fermentazione – replica il veterinario –  una Blonde di ispirazione anglosassone, una Weisse di ispirazione tedesca, un Saison speziata di ispirazione Belga, due stagionali, una blanche “IDEALE” con aggiunta di purea di pesche biologiche e un’ imperial Stout, scura ad 8 Gradi”.

Nel 2011 la vecchia Orsa ha prodotto 280 ettolitri di birra.  “Lavoriamo molto con i gruppi di acquisto – fa eco la moglie –  i locali specializzati di Bologna e provincia e i privati, che ci vengono a trovare”.

E dei ragazzi cosa ci dice? “Attualmente fissi – aggiunge Roberta – sono sei. Negli ultimi periodi ne sono arrivati altri. Tra questi ultimi, due sono assunti, uno a tempo indeterminato, l’altro a progetto. Per loro è un’esperienza importante, spesso di crescita. Parlo, soprattutto, di quelli più piccoli, che vengono qui per uno stage dopo la scuola dell’obbligo. Cerchiamo di farli sentire protagonisti. E’ stato bello vedere i loro occhi sorridenti quando a febbraio scorso insieme abbiamo ritirato il Primo premio Birra dell’anno con la nostra Saison!”.

E ora cosa chiedete e a chi? Michele non ha dubbi e risponde secco: “Vorremmo che in tanti assaggiassero le nostre produzioni. Per fortuna stiamo ricevendo in questi giorni da tutto il Paese tanto sostegno”.

Cosa vi fa più paura ora? “L’essere dimenticati – replica Roberta – ma non credo sia il nostro caso. In tanti ci stanno dimostrando solidarietà. Quella vera. Ed è grazie a quella che non molleremo”

                                                                                                                           Cinzia Ficco


Enrico e Fabio: “Siamo pronti a lanciare la nostra… Luna”

Restare o trasferirsi all’estero? Dopo alcuni anni, hanno deciso: rimarranno e il 23 giugno prossimo proveranno a lanciare la loro “Luna”.

E’ stato difficile decidere di non partire, ma l’amore per la loro terra, il Piemonte, li ha convinti a restare.

Sono Enrico Ponza, laureato in Tecnologie Agroalimentari e Fabio Ferrua, perito meccanico, 25 e 24 anni, originari della Val Varaita, in provincia di Cuneo, amici da tempo che, tra qualche settimana, vedranno la loro piccola Bulan sul mercato.

Di cosa si tratta? Bulan è una Saison, birra chiara ad alta fermentazione, con aromi e profumi di frutta, fiori e una freschezza, derivante dal caratteristico lievito belga. Sarà la birra degli Antagonisti, http://officinantagonisti.tumblr.com/ come tiene a precisare Enrico, che afferma: “Ci siamo dati questo nome per sottolineare la voglia che abbiamo di resistere, non mollare, rimboccarci le maniche e far crescere il nostro territorio. Siamo convinti di poter creare un insieme di attività sotto lo stesso marchio, appunto Antagonisti, in grado di rivalutare il territorio, ma sopratutto i giovani. Puntiamo a sviluppare un’alternativa al nostro futuro. Insomma,  non vogliamo che la nostra provincia assista impotente alla fuga di tante intelligenze”.

Bulan  cercherà di unire lo stile tradizionale della Vallonia a quell’innovativo stile Italiano, soprattutto, Antagonista.

Sarà commercializzata in pochi punti vendita. Si potrà bere nel corso di tutta l’estate a Melle (Cn), piccolo centro della Val Varaita, all’interno di un apposito chiosco a cielo aperto, posizionato nella piazza principale del Comune.

La scelta di Melle non è casuale. Melle è, infatti, il luogo di cui Ponza e Ferrua sono originari.

Ma come è nato il progetto?  “Sono circa cinque anni – spiega Enrico –  che sono nel mondo della birra artigianale.  Due anni fa ho coinvolto Fabio. Lavoriamo in due birrifici artigianali di Torino (La Piazza e Soràlamà).  Un’attività che amiamo, ma che non è così semplice come sembra. Dietro la nostra iniziativa ci sono  anni di studio, che continuano. Non posso affermare che produrre birra renda, anche se è un buon momento per  quella artigianale.  Ma abbiamo voluto provare lo stesso. La nostra prima birra  BULAN, che in indonesiano significa Luna, è una Saison, stile belga, chiara 5,6 per cento di gradi alcolici. Ci abbiamo pensato dopo l’ultimo viaggio in Belgio, fatto ad ottobre dell’anno scorso. In quell’esperienza abbiamo potuto apprezzare le caratteristiche della Saison – aroma fruttato, un’acidità che la rende molto fresca e beverina, nonostante i suoi quasi sei gradi”.

Bulan avrà un formato particolare (0,375cl), piccolo, poco costoso, per avvicinare i giovani alla birra artigianale. I prezzi? “La nostra piccola Bulan – fa sapere il giovane imprenditore – costerà dai 3,50 ai 4,50 euro”.

Per il momento solo 10 mila le bottiglie prodotte. L’investimento che i due hanno fatto è esiguo. Molto giovani, non avevano tanti soldi da parte. “Per ora non produciamo in un birrificio nostro – specifica – ma ci appoggiamo al Birrificio Soràlamà”.

Bulan é ottenuta da malti provenienti dalla Repubblica Ceca e dalla Slovenia. “Sono i territori dove si può trovare – chiarisce il giovane – materia prima di qualità. Il nostro sogno è fare una birra al 100% italiana. La coltivazione di malti richiede, però, grossi investimenti e in Italia non è ancora una produzione che decolla”.

Vi sentite tosti? “Certo – replica Enrico – Tosti dieci ed ottimisti. Altrimenti, non ci avremmo neanche provato. Contiamo, però, sul sostegno di parenti e amici, che arriva ogni giorno. Abbiamo stampato una sorta di volantino futurista, che dà l’idea di come ci sentiamo:

Tutti ti dicono di stare con i piedi per terra, di non sognare a occhi aperti e di vivere la vita con razionalità. Prima sei troppo giovane per farlo e poi sei troppo vecchio per cambiare tutto. Ti sei mai chiesto perché? Perché se tutti smettessimo di voler navigare in acque tranquille, il mondo sarebbe finalmente pieno di pirati. Noi siamo gli antieroi. Noi siamo gli anticonformisti. Noi siamo gli antipatici. Noi siamo gli Antagonisti”. 

Intanto i due annunciano: “La presentazione ufficiale di Bulan, si terrà il 23 giugno a partire dalle 18 a Costigliole di Saluzzo (Cn) in Località Castagnotta. Seguirà una grande festa ad ingresso gratuito con una cena curata dal Ristorante Albero Fiorito di Frassino e la musica di Timbales, Banda Fratelli e il Dj Fly. Siete tutti invitati”.

                                                                                                                                                                                                                                                                             Cinzia Ficco