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	<title>Tipi Tosti</title>
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	<description>&#34;Il destino è un&#039;invenzione della gente fiacca e rassegnata&#34;. Ignazio Silone</description>
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		<title>Velasca, l&#8217;idea di Enrico e Fabiano</title>
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		<pubDate>Wed, 19 Jun 2013 10:34:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cinzia Ficco</dc:creator>
				<category><![CDATA[Coraggiosi]]></category>
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		<description><![CDATA[Velasca: una fashion start-up, che si avvale dei canali di vendita tecnologici del mondo ecommerce per abbassare i costi tipici del retail tradizionale e offrire prodotti di qualità Made in Italy a prezzi accessibili. L’idea è venuta a Enrico Casati e &#8230; <a href="http://www.tipitosti.com/velasca-lidea-di-enrico-e-fabiano.html">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong>Velasca: una fashion start-up,</strong> che si avvale dei canali di vendita tecnologici del mondo ecommerce per abbassare i costi tipici del retail tradizionale e offrire prodotti di qualità Made in Italy a prezzi accessibili.</p>
<p style="text-align: justify;">L’idea è venuta a <strong>Enrico Casati e Fabiano Matteo</strong>, laureati alla Bocconi nel 2011, che prima di dedicarsi al loro progetto, hanno avuto altre esperienze  lavorative. Fabiano si è specializzato nel settore e-commerce della Diesel, Enrico ha lavorato per HSBC Wealth Management a Londra e Singapore. <span style="color: #888888;"><strong> <a href="http://www.velasca.it/" target="_blank"><span style="color: #888888;">www.velasca.it</span></a></strong></span><span id="more-4845"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Enrico ci racconta come è nata Velasca.<a href="http://www.tipitosti.com/wp-content/uploads/2013/06/fondatori-velasca.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-4847" title="OLYMPUS DIGITAL CAMERA" src="http://www.tipitosti.com/wp-content/uploads/2013/06/fondatori-velasca.jpg" alt="" width="2381" height="1980" /></a></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Intanto perché un nome così?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Il nome  deriva dalla Torre Velasca di Milano, un edificio che rappresenta al meglio sia il cuore milanese dei fondatori, sia il carattere innovativo del progetto. <strong>La Torre Velasca,</strong> infatti, è stato un edificio rivoluzionario del mondo dell’architettura degli anni ’50. Si trova nel centro di Milano, dove gli stabili hanno spazi limitati alla base, ma sono liberi di espandersi verticalmente. A testimonianza della sua importanza storico-artistica, la Soprintendenza per i Beni Culturali l’ha sottoposta nel 2011 a vincolo culturale.</p>
<p style="text-align: justify;"> <strong>Ci spiega cos’è Velasca?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Velasca è una fashion start-up che si avvale dei canali di vendita tecnologici del mondo ecommerce per ridurre i costi tipici del retail tradizionale e offrire prodotti di qualità italiana  a prezzi accessibili. La vendita online permette di raggiungere i clienti in tutto il mondo, mentre i nostri prodotti sono rigorosamente Made in Italy, fatti a Montegranaro nelle Marche. Produciamo calzature classiche da uomo, ma prevediamo di aggiungere abbigliamento ed accessori per uomo, e più in là anche abbigliamento donna. Il modello di business è integrato con brand ‘Velasca’ di proprietà, sviluppo interno del design dei modelli e realizzazione presso fornitori situati a <strong>Montegranaro</strong>, nelle Marche.</p>
<p style="text-align: justify;"> <strong>Come è nata l’idea?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Il progetto parte da un’esigenza personale, che si è verificata l’estate scorsa quando uno dei fondatori viveva a Singapore. L’esigenza era di trovare calzature classiche di qualità a prezzi ragionevoli senza dover pagare il ‘premium price’, dettato dai brand affermati. Cosa che in Italia si può ancora trovare in alcuni negozi, ma all’estero manca totalmente. Abbiamo visto che c’era uno spazio di mercato non particolarmente coperto dai nostri competitors tra i 150 e i 200 euro e ci siamo lanciati, forti anche dei dati di mercato che vedevamo nel mondo dell’online shopping e in particolare del mondo dell’e-fashion in continua crescita sia in Italia sia all’estero.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Qual è il target di riferimento?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Il nostro target di riferimento sono i giovani tra i 20 – 45, che hanno bisogno di calzature classiche per lavoro o per gusto personale e non sono portati ad acquistare solo i brand affermati. <strong>Vogliamo diventare anche noi un brand conosciuto senza mai tradire il nostro posizionamento da ‘affordable luxury’.</strong> A livello geografico, adesso abbiamo circa il 60% delle visite e degli acquisti dall’Italia. L’obiettivo, però, è di scalare la nostra offerta all’estero, dove l’esigenza per questo tipo di prodotti è a nostro avviso ancora maggiore e i clienti sono più abituati all’acquisto online.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Sviluppi futuri?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Oltre alle ovvie espansioni di prodotti e di target, come ho detto, <strong>nel lungo periodo vorremmo entrare nel mondo donna.</strong> <strong>Stiamo lavorando ad una personalizzazione online dei colori e dei materiali dei nostri modelli. E&#8217;</strong> ancora da sviluppare, ma in breve, <strong>il cliente sarà in grado di scegliere modello, colore, materiale e disegno della sua scarpa, rendendo così accessibile a tutti un servizio prima solamente disponibile a chi poteva permettersi le calzature su misura. Così sfruttiamo ancora di più i vantaggi rispetto ai negozi tradizionali!</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Consigli per giovani che non hanno opportunità lavorative in Italia e decidono di emigrare</strong>?</p>
<p style="text-align: justify;">Andare all&#8217;estero è sicuramente l&#8217;esperienza più formativa che mi sia capitata; tra l&#8217;America, la Cina, Londra e Singapore sono entrato a contatto con culture e modi di lavorare diversi ed estremamente dinamici. Diciamo che mi hanno dato una bella svegliata. Quindi se non si trova in Italia, è giusto e opportuno emigrare all&#8217;estero, dove le opportunità sono talvolta migliori  &#8211; anche se non è tutto oro quello che luccica- Tuttavia, in tanti casi la lamentela non è giustificata dai fatti e quindi non voglio passare per quello che discredita il proprio Paese. In in particolare, ho notato tanto fermento intorno al mondo dei giovani in questi ultimi mesi, e quindi invito tutti i giovani laureandi e non ad attivarsi per cercare l<strong>e opportunità: a volte sono poco visibili, ma ci sono! Noi ci abbiamo provato.  </strong>Crediamo nel made in Italy e ci investiamo al 100%, avendo selezionato i nostri fornitori a Montegranaro nelle Marche. Siamo online da un mese. Quindi abbiamo ancora molto da sviluppare. Ma l&#8217;entusiasmo è alle stelle.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>                                                                                                                        Cinzia Ficco</strong></p>
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		<title>Andrea e quelli di Jobyourlife</title>
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		<pubDate>Mon, 17 Jun 2013 14:50:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cinzia Ficco</dc:creator>
				<category><![CDATA[Coraggiosi]]></category>
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		<category><![CDATA[Andrea De Spirt]]></category>
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		<description><![CDATA[Sono in sette, lavorano in due uffici e hanno dato vita a Jobyourlife, il primo strumento di geolocalizzazione dei curricula professionali. Quando li senti, non puoi fare a meno di definirli adrenalinici. Uno di loro, Andrea De Spirt, nato a &#8230; <a href="http://www.tipitosti.com/il-progetto-di-jobyourlife-nel-politecnico-di-milan.html">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sono in sette, lavorano in due uffici e hanno dato vita a <strong>Jobyourlife, il primo strumento di geolocalizzazione dei curricula professionali. Quando li senti, non puoi fare a meno di definirli adrenalinici.</strong></p>
<p>Uno di loro, <strong>Andrea De Spirt</strong>, nato a Venezia nel 1989, ci racconterà come nel Politecnico di Milano è nata la loro avventura. <a href="https://www.facebook.com/andrea.despirt?fref=ts">https://www.facebook.com/andrea.despirt?fref=ts</a> <span id="more-4831"></span><!--more--></p>
<p><strong><a href="http://www.tipitosti.com/wp-content/uploads/2013/06/Jobyourlife-team-Lorenzo-Mecocci-Andrea-De-Spirt-e-Pietro.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-4837" title="Jobyourlife team Lorenzo Mecocci, Andrea De Spirt e Pietro" src="http://www.tipitosti.com/wp-content/uploads/2013/06/Jobyourlife-team-Lorenzo-Mecocci-Andrea-De-Spirt-e-Pietro.jpg" alt="" width="2020" height="1791" /></a>Cos&#8217;è Jobyourlife in poche parole?</strong></p>
<p style="text-align: justify;"> <em style="text-align: justify;">Jobyourlife</em><span style="text-align: justify;"> è il primo strumento di geolocalizzazione dei curricula professionali, che permette ai candidati di trovare il loro lavoro ideale, quello più adatto alle loro caratteristiche, nei luoghi che desiderano. Quando un utente si iscrive, può iniziare a crearsi un network professionale con gli altri professionisti registrati e ricevere proposte di lavoro direttamente dalle aziende.</span></p>
<p> <strong>In cosa si differenzia il vostro servizio?</strong></p>
<p>In Jobyourlife non ci sono annunci. Sono le aziende che utilizzano il nostro servizio per proporre ai candidati colloqui di lavoro con un &#8220;annuncio mirato&#8221;, una sorta di proposta molto chiara e trasparente che il candidato può accettare o rifiutare. Se accetta, entra direttamente in contatto con l&#8217;azienda.</p>
<p><strong>E’ un servizio gratuito?</strong></p>
<p><span style="text-align: justify;">Jobyourlife nasce in un periodo di forte crisi lavorativa, in cui la disoccupazione raggiunge percentuali impressionanti. L’obiettivo è ottimizzare la domanda e l&#8217;offerta. Crediamo che chi cerca lavoro non debba anche pagare per trovarlo. Per gli utenti è gratuito e resterà gratuito. Iscriversi a Jobyourlife è semplice, veloce e gratuito. Ti registri, importi in pochi secondi il tuo curriculum anche attraverso linkedin e inizi a creare il tuo network. </span></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Quando è nato il progetto?</strong></p>
<p>Nella versione attuale è nato circa otto mesi fa.</p>
<p><strong>Ad opera di chi?</strong></p>
<p>I fondatori sono <strong>Pietro Stracquadanio</strong>, 27 anni, CTO di Jobyourlife, <strong>Francesco Fonte,</strong> Web Developer, e io. Subito dopo è entrato <strong>Lorenzo Mecocci,</strong> per tanti anni HR manager di grandi multinazionali, adesso COO di Jobyourlife.</p>
<p><strong>In quanti ci lavorate?</strong></p>
<p style="text-align: justify;"> <span style="text-align: justify;">Siamo in sette con due uffici: uno a </span><strong style="text-align: justify;">Milano,</strong><span style="text-align: justify;"> dove c&#8217;è tutta la parte commerciale e una a </span><strong style="text-align: justify;">Cagliari,</strong><span style="text-align: justify;"> dove quella di sviluppo. Nel team ci sono anche J<strong>essica Malfatto</strong> (area comunicazione), <strong>Rossano Atzeni</strong> (Senior backand developer), <strong>Riccardo De Martis</strong> (Senior Frontend developer) e ora stiamo per assumere un altro sviluppatore sempre a Cagliari.</span></p>
<p><strong>Quanto avete investito? </strong><strong></strong></p>
<p>Inizialmente soldi miei, che mi aveva lasciato mio nonno. Ora abbiamo ricevuto circa 400 mila euro da angel investors.</p>
<p><strong>E’ stato &#8220;tosto&#8221; mettere su la vostra idea?</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="text-align: justify;">Mettere in piedi una startup è sempre molto &#8220;tosto&#8221;. Da un po&#8217; di mesi a questa parte passa spesso il messaggio che fondare una startup sia una sorta di gioco, un qualcosa di estremamente semplice. Non è così. Fare una startup significa fatica, delusioni, notti insonni e, a volte, grandi soddisfazioni.</span></p>
<p style="text-align: justify;"> <strong>Quali sono state le difficoltà maggiori?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Una delle cose più difficili è sicuramente la creazione di un team che abbia la stessa visione a lungo termine del progetto: nessuno deve rimanere indietro o rallentare la creazione. Se una startup si ferma, muore.  Un&#8217;altra cosa: non bisogna  affezionarsi troppo all&#8217;idea iniziale. Il progetto di una startup cambia in continuazione ed è necessario essere molto flessibili. Abbiamo superato le difficoltà provando, fallendo, provando, fallendo, provando. Occorre essere tenaci. I soldi e tutto il resto, se c&#8217;è l&#8217;idea, alla fine arrivano.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Utenti?</strong></p>
<p>Senza marketing  otto mila. Tra pochi giorni inizierà, però, un forte piano di marketing. Vi invito a visitarci</p>
<p><strong>Come sta andando?</strong></p>
<p>Molto bene. Siamo soddisfatti anche perché le aziende con cui collaboriamo sono molto soddisfatte. Inoltre l&#8217;attenzione mediatica per il progetto è molto alta.</p>
<p><strong>Chi sono i vostri clienti?</strong></p>
<p>Abbiamo iniziato da un mese a rapportarci con le aziende e, per adesso, si affidano a noi aziende come McDonald&#8217;s, Coin, Pam, Willis, Ecare e ne arriveranno molte altre.</p>
<p><strong>Ci state guadagnando?</strong></p>
<p>Per ora no. Prevediamo entrate da settembre.</p>
<p><strong>Progetti per il futuro?</strong></p>
<p>Oltre a trovare lavoro a tantissimi italiani, abbiamo iniziato già a programmare l&#8217;espansione estera e fra poco arriverà la nostra mobile app.</p>
<p><strong>Consigli per chi cerca lavoro n Jobyourlife?</strong></p>
<p>Compilare al meglio il proprio profilo per ricevere proposte dalle aziende adeguate alle proprie competenze. <a href="https://www.facebook.com/jobyourlife">https://www.facebook.com/jobyourlife</a></p>
<p><strong>                                                                                                                        Cinzia Ficco</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Marcello e il bar della legalità. A Bari</title>
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		<pubDate>Fri, 14 Jun 2013 09:39:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cinzia Ficco</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Un bar della legalità. Ad aprirlo a Bari è stato Marcello Signorile, nato nel capoluogo pugliese circa 35 anni fa, medico, presidente della cooperativa sociale di tipo A &#8220;Caps&#8221; e vicepresidente, amministratore della cooperativa sociale di tipo B &#8220;Artes&#8221;. “Ho &#8230; <a href="http://www.tipitosti.com/artes-cafe-a-bari.html">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Un bar della legalità.</p>
<p style="text-align: justify;">Ad aprirlo a <strong>Bari</strong> è stato <strong>Marcello Signorile</strong>, nato nel capoluogo pugliese circa 35 anni fa, medico, presidente della cooperativa sociale di tipo A <strong>&#8220;Caps&#8221;</strong> e vicepresidente, amministratore della cooperativa sociale di tipo B &#8220;<strong>Artes&#8221;.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">“Ho avuto l&#8217;idea <strong>dell&#8217;Artes Café</strong> circa un anno e mezzo fa – spiega Signorile &#8211;  partendo dalla bottega dei saperi e dei sapori di <strong>Libera.</strong> A poco a poco ho pensato di coinvolgere altre associazioni impegnate ad affermare il rispetto della legalità e dei diritti civili, quali: <strong>UNICEF, Emergency, Made in carcere </strong>per offrire un menù fatto con i loro prodotti. Tutta la nostra ristorazione è basata sul concetto di <em>apericena</em> Abbiamo quattordici tipi di aperitivo: <em>aperilibera, aperibio, aperitipico</em>. E questo per coinvolgere i ragazzi. Per gli adulti, l’idea di un lounge bar.  Abbiamo portato nel locale un pezzo del progetto del Comune di Bari &#8211; <em>&#8220;Io non dipendo&#8221;,</em> che ha formato il personale del bar, il quale dovrà sensibilizzare i clienti sull’uso del bere sano e consapevole. Non solo. Dovrà fornire gratis degli alcol-test monouso a chi chiederà alcolici”.<span id="more-4803"></span></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.tipitosti.com/wp-content/uploads/2013/06/Festina-lente.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-4825" title="Festina lente" src="http://www.tipitosti.com/wp-content/uploads/2013/06/Festina-lente.jpg" alt="" width="563" height="210" /></a>Nel locale, esteso per 85 metri quadrati, che si trova in Piazza Mercantile a Bari, le volte e il pavimento sono in pietra.</p>
<p style="text-align: justify;">“E&#8217; stato progettato – aggiunge il medico - in modo che fosse semplice, povero e accogliente, da due ingegneri <strong>Di Candia &#8211; Patino</strong> e realizzato in <strong>materiale Osb</strong> da ebanisteria Olivo”. I colori predominanti sono, oltre a quello del legno dell&#8217;osb (giallino), il nero e il rosso. Nel bar anche un palchetto per eventi culturali  e  spettacoli.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma quanti soldi ci sono voluti per aprire il bar? “Il costo – afferma &#8211;  è stato veramente irrisorio. In questo progetto sono intervenuti la <strong>Regione Puglia, il Dipartimento Dipendenze Patologiche (ASL di Bari), il Comune di Bari e la Fondazione con il Sud</strong> coinvolte nel progetto Finis Terrae. Ognuno ci ha messo del suo, in termini economici e di know how”.</p>
<p style="text-align: justify;">Nel locale si vendono prodotti di Libera, che provengono da terre confiscate alla mafia, alla camorra e alla ‘ndranhgheta.</p>
<p style="text-align: justify;">“Tra questi – aggiunge &#8211; soprattutto i vini. Abbiamo inaugurato il locale il 3 giugno scorso e già stiamo avendo parecchie richieste del Centopassi Rosso”.</p>
<p style="text-align: justify;">Nell’Arts cafè lavorano sei persone. “Tra queste – precisa Signorile – ce ne sono alcune svantaggiate. Non escludo l’assunzione di nuovo personale, se continueremo ad avere tanti clienti, come in questi giorni e se si continuerà a capire l’importanza di un caffè-bottega, nato quasi per presidiare e valorizzare il centro storico di questa città. Senza rete non si va da nessuna parte. E noi siamo qui con le istituzioni per rispondere ad un’alta domanda di legalità”.</p>
<p style="text-align: justify;">Più che tosti Marcello e la sua squadra si sentono determinati. “Il bar – confessa- mi ha assorbito molto negli ultimi tempi. E’ stato complicato veicolare la nostra mission, che in futuro vorremmo esportare in altre città”.</p>
<p style="text-align: justify;">Il nome del locale è Artes Café &#8211; Festina Lente. Il logo: una tartaruga con la vela sopra.</p>
<p style="text-align: justify;">“<strong>Festina lente: affrettati lentamente</strong> &#8211; chiarisce – abbiamo pensato ad un animale lento, che ha una vela sul suo guscio e che per questo può raggiungere velocemente il suo traguardo. La tartaruga ci rappresenta. Anche noi vorremmo aiutare persone svantaggiate ad avere più opportunità e a diffondere una cultura della legalità, senza perdere più tempo”.</p>
<p style="text-align: justify;">Ci riuscirete? “Guardi – replica &#8211; molti tra i nostri clienti, di età compresa tra i 30 e i 50 anni, sembrano rispondere bene, affascinati da un locale originale, ma soprattutto dall’offerta variegata dei nostri vini, tutti provenienti da terre, finalmente libere”.</p>
<p style="text-align: justify;">                                                                                                                            <strong>Cinzia Ficco</strong></p>
<p style="text-align: justify;">
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		<title>Michela contro la Mafia, Nonostante la paura</title>
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		<pubDate>Wed, 12 Jun 2013 10:32:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cinzia Ficco</dc:creator>
				<category><![CDATA[controcorrente]]></category>
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		<category><![CDATA[Donna]]></category>
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		<category><![CDATA[carcere dell'Ucciardone]]></category>
		<category><![CDATA[mafia]]></category>
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		<category><![CDATA[Michela Buscemi]]></category>
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		<description><![CDATA[“C’erano tante file di poltrone vuote, avevo l’imbarazzo della scelta, così optai per una poltrona in terza fila e decisi che quello sarebbe stato il mio posto, dal momento che mi consentiva di vedere tutto quello che accadeva in aula. &#8230; <a href="http://www.tipitosti.com/michela-buscemi-contro-la-mafia.html">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><em>“C’erano tante file di poltrone vuote, avevo l’imbarazzo della scelta, così optai per una poltrona in terza fila e decisi che quello sarebbe stato il mio posto, dal momento che mi consentiva di vedere tutto quello che accadeva in aula. Volsi lo sguardo intorno e scoprii numerose gabbie che somigliavano tanto a quelle dello zoo; dentro c’erano tutti gli imputati: alcune celle erano affollate, altre meno. Proprio dietro le mi spalle c’era una gabbia con un uomo solo, di mezza età, seduto con aria piuttosto seccata. Lo guardai e mi fece pena. “Mischinu! Stu vecchiariddu – pensai – Chi potti fari? Pari malatu”.<span id="more-4790"></span></em></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.tipitosti.com/wp-content/uploads/2013/06/cover-Nonostante-la-paura.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-4795" title="cover Nonostante la paura" src="http://www.tipitosti.com/wp-content/uploads/2013/06/cover-Nonostante-la-paura.jpg" alt="" width="146" height="240" /></a>Così <strong>Michela Buscemi</strong> racconta il suo ingresso nell’aula bunker dell’Ucciardone, dove nel 1986 iniziò il primo <strong>maxiprocesso alla mafia c</strong>ontro 450 imputati.</p>
<p style="text-align: justify;">Lo fa in un libro, davvero tosto, uscito nel 1995, oggi ristampato in una edizione più ricca da <strong>La Meridiana</strong>, dal titolo <strong>Nonostante la Paura</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Quasi 120 pagine in cui Michela, palermitana, racconta la sua storia di ingiustizie, maltrattamenti subiti sin dall’infanzia nella sua famiglia, e di riscatto.</p>
<p style="text-align: justify;">Schierandosi contro sua madre, le sue sorelle, i suoi cognati, Michela, che oggi ha cinque figli, ha fatto i conti con la mafia, denunciandola, anche se nella paura di nuovi attentati e nel ricordo delle violenze subite. La mafia le ha ammazzato due fratelli Salvatore e Rodolfo e una cognata. Lei si è costituita parte civile al primo maxi processo di Palermo. L’ha fatto esponendo a rischi i suoi bambini e suo marito.</p>
<p style="text-align: justify;">Dense, molto commoventi sono le pagine dedicate a sua madre, “la vigliacca di sempre” che, “povera dentro” – sono le parole di Michela &#8211; è stata incapace di difenderla.</p>
<p style="text-align: justify;">“Mi faceva rabbia – scrive- pensare che una madre non volesse giustizia dopo l’assassinio di due figli. Ma ci sono sunnu <em>matri, matruzze</em> e <em>matrazzi</em> recita un proverbio siciliano. Le matri danno la vita per i propri figli, le matruzze sono incapaci di difendere e proteggere le creature messe al mondo, le matrazze abbandonano i figli senza preoccuparsi della loro fine. Mia madre appartiene alla seconda categoria di madri”.</p>
<p style="text-align: justify;">Michela, la ribelle, la donna &#8211; come scrive nella <strong>Prefazione Maria Maniscalco, ex sindaco di san Giuseppe Jato (Palermo),</strong> che aveva combattuto mille battaglie quotidiane, salta il fosso, si lascia alle spalle un modo di rasseganti, di poveri  uomini e povere donne imbrigliati nel bisogno e nella paura”.</p>
<p style="text-align: justify;">Oggi Michela non è più sola. Ha conosciuto  gruppi di lotta alla mafia, quali l’associazione <em>Donne contro la mafia</em>, di cui fa parte e il <em>Centro Impastato.</em></p>
<p style="text-align: justify;">Il suo libro è dedicato a tutte le donne che riescono a rompere il silenzio, complice della mafia. Nonostante la paura.</p>
<p style="text-align: justify;">Vi consiglio di leggerlo!</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>                                                                                                                          Cinzia Ficco</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>                                                                                                                                </strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>                                              </strong></p>
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