“Volevo fare il finanziere ed essere una persona normale. Invece, per trentasei anni sono stato un assassino, perché questo conveniva ai giudici. Io, un muratore, scelto come capro espiatorio, per custodire un segreto di Stato. Oggi sono tranquillo”.
Si racconta così Giuseppe Gulotta, 55 anni siciliano, quando lo raggiungo al telefono per parlare del libro scritto con Nicola Biondo, giornalista de L’Unità, dal titolo Alkamar – La mia vita in carcere da innocente”- Chiarelettere
Tranquillo, mai un sussulto, mai parole di vendetta. Eppure di rabbia ne dovrebbe avere. Continue reading